Impianto Elettrico, Dove E Quante Scatole Di Derivazione Installare?

Impianto elettrico, dove e quante scatole di derivazione installare?

12/09/2022 – L’interesse per i lavori di ristrutturazione è sempre vivo nel Forum di Edilportale. Il Forum è una community di persone, professionisti del settore ma anche privati cittadini, che si scambiano richieste, informazioni, soluzioni e opportunità. Che condividono esperienze e che partecipano con le proprie capacità culturali e tecniche a fornire e apprendere informazioni utili in materia di edilizia.
 
È dalla community che prendiamo ispirazione per questo approfondimento. Un nostro utente ha chiesto: “Sto ristrutturando casa e devo rifare completamente l’impianto elettrico. Dove è meglio mettere le scatole di derivazione? Dietro alle porte o dietro a mobili in modo che siano facilmente accessibili, oppure nasconderle dietro gli armadi o a vista nel corridoio?”
 
Di solito è il progettista con l’elettricista che decide dove posizionare le cassette di derivazione. Ma, siccome spesso vengono percepite come elementi antiestetici che possono turbare l’equilibrio stilistico che si sta cercando di creare, sempre più spesso i clienti sono coinvolti nella scelta. Il presente approfondimento si pone come guida sintetica che spiega la finalità, il dimensionamento e il posizionamento di questi componenti dell’impianto elettrico.
 
Impianto elettrico ex novo o modifica ed implementazione di uno esistente richiedono un progetto di partenza. Un progetto viene in prima battura redatto sul CAD, ma per il tracciamento è fondamentale un controllo in cantiere; in primo luogo, per verificare l’eventuale presenza di ostacoli di forma strutturale, in secondo luogo per dare un’idea sommaria al cliente della posizione e della quantità di prese, interruttori e luci. Ovviamente, a seconda che si opti per un impianto di livello 1, 2 o 3 la distribuzione cambierà notevolmente.
 
Ricevuto l’ok sull’impianto elettrico si può procedere alla sua realizzazione.
 
L’impianto elettrico può essere realizzato:

1) a massetto; questo è il caso tipico di una ristrutturazione totale, in cui avviene la demolizione e ricostruzione di tutto il pacchetto pavimentazione;

2) sottotraccia a pavimento; è il caso in cui si decide di posare un pavimento in sovrapposizione. Realizzare tracce a pavimento per il passaggio degli impianti è un’operazione che richiede un’attenta valutazione del supporto prima e dopo dell’intervento;

3) a parete; difficilmente nelle nuove costruzioni così come nelle ristrutturazioni totali si sceglie questa soluzione, poiché molto elaborata. È invece molto probabile trovarla già realizzata in abitazioni più datate. In questo caso l’intervento che maggiormente si esegue è la messa a norma dell’impianto accompagnata da lievi modifiche ed implementazioni di punti presa e luci;

4) in controsoffitto; quando le altezze interne lo consentono si può passare l’impianto elettrico all’interno di un controsoffitto. Come nel caso dell’impianto a massetto anche qui c’è massima possibilità di personalizzazione.
 
Da questa prima distinzione emerge che nel caso di rifacimento ex novo, anche il numero e il posizionamento delle cassette di derivazione è del tutto personalizzabile, mentre nel caso di una ristrutturazione parziale si sfrutteranno quelle esistenti.
 

A cosa serve una scatola di derivazione?

La scatola di derivazione, o cassetta di derivazione, è sostanzialmente un contenitore di plastica che svolge la funzione di distribuire a interruttori e prese elettriche la corrente proveniente dal quadro elettrico
 
Impianto elettrico, dove e quante scatole di derivazione installare?Schema di funzionamento dorsali e scatole di derivazione ©Edilportale
 
Dal contatore l’energia arriva al quadro elettrico e viene trasportata nella casa da linee elettriche denominate dorsali attraverso le cassette di derivazione che a loro volta la indirizzano verso i punti di destinazione finale.

Nelle dorsali passa un cavo per la fase di sezione 6 mm2 (di solito rosso per il monofase e rosso, giallo e blu per il trifase, purchè non sia solo blu), un cavo per il neutro di sezione 6 mm2 (colore blu) e un cavo per messa con sezione maggiore a 6 mm2, ovvero con sezione sempre superiore ai cavi di fase e neutro (colore giallo-verde).
 
Poi dalla scatola di derivazione partono tutte le derivazioni verso le scatole portafrutti, dove sono alloggiati prese, relè, interruttori, deviatori, pulsanti ecc e i punti luce della stanza.
 

 
Le scatole di derivazione sono disponibili in varie forme e dimensioni in funzione del numero di cavi che saranno destinate a contenere; la norma di riferimento – la CEI 64-8 – indica che, dopo la posa di cavi e morsetti, è opportuno lasciare uno spazio libero pari a circa il 30% del volume della cassetta stessa (prima era richiesto il 20%). Questo consente di fare future modifiche all’impianto evitando opere murarie.
 

Dove posizionare le scatole di derivazione?

Una scatola di derivazione può servire ogni singola stanza o due stanze contemporaneamente. La norma prescrive che la lunghezza dei corrugati non deve essere superiore ai 9/10 metri; se necessario, servirà quindi posare scatole intermedie.
 
Nel caso di impianto a massetto le scatole di derivazione saranno realizzate in basso; sarebbe opportuno scegliere delle posizioni non troppo visibili ma comunque comode per poter lavorare una volta che la casa sarà arredata. Per questo motivo è fondamentale incrociare il progetto architettonico dell’arredo interno con quello impiantistico. La posizione ideale è dietro alle porte o al massimo dietro a mobili che si possono spostare facilmente.
 
Lo stesso criterio di scelta è applicabile agli impianti sottotraccia a pavimento o in controsoffitto.
 
Per gli impianti a parete esistenti si sfrutterà la posizione delle cassette preesistenti. Chi si è imbattuto in questa tipologia di impianti ha potuto notare che il numero di scatole di derivazione presenti è maggiore rispetto a quando sono posizionate in basso.

La motivazione è tecnica: i corrugati possono essere posizionati in verticale o in orizzontale, assolutamente non in diagonale. Pertanto, per evitare troppe e talvolta “strane” curve, venivano realizzate più scatole di derivazione.
 
Benché le scatole di derivazione siano considerate “elementi semplici”, è importante che siano estremamente resistenti alle deformazioni. Una volta terminato l’infilaggio, vengono chiuse con dei coperchi di plastica verniciabili. Per minimizzare l’impatto visivo, esistono soluzioni di chiusura a raso parete.
 

Fonte: https://www.edilportale.com/news/2022/09/focus/impianto-elettrico-dove-e-quante-scatole-di-derivazione-installare_90360_67.html