Nuovo Codice Appalti, la filiera delle costruzioni chiede di essere coinvolta nella stesura

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“Entro il ponte dell’Immacolata porterò in Consiglio dei ministri una proposta sul nuovo Codice degli appalti: sarà moderno, snello, semplice”. Lo ha annunciato lunedì il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, nel corso di un evento a Milano organizzato dalla Regione Lombardia.

Il Codice Appalti – lo ricordiamo – è oggetto di riscrittura: sulla base dei criteri stabiliti dalla Legge Delega, il Governo Draghi ha incaricato il Consiglio di Stato di redigere un nuovo testo che è stato consegnato a ottobre scorso al Ministero alla cui guida, nel frattempo, è arrivato Matteo Salvini.

Il Ministro leghista però ha chiesto di “eliminare il 50% delle parole” e ha nominato una Commissione per dimezzare il testo. Contestualmente, ha avviato una maxi-consultazione con associazioni, ordini, categorie ed esperti che, stando alle tempistiche annunciate, si è chiusa il 25 novembre e che, al 23 aveva raccolto oltre 30 proposte significative.

Filiera delle costruzioni: ‘pronti a collaborare’

Ieri però, la filiera delle costruzioni (Ance, Anaepa Confartigianato Edilizia, Assistal, Claai, Cna Costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative Lavoro e Servizi, Fiae Casartigiani, Legacoop Produzione e Servizi, Oice, Ucsi), consapevole della nuova sfida che la attende per la realizzazione dei lavori del Pnrr e non solo, ha dichiarato di essere pronta a dare il proprio contributo per il nuovo Codice degli appalti.

A tal fine – si legge nel comunicato – le associazioni di categoria e i professionisti del settore, pur consapevoli della estrema ristrettezza dei tempi a disposizione per la riforma dettati dalle scadenze negoziate con la Ue e ringraziando il Consiglio di Stato per il lavoro svolto e il Governo per la disponibilità al confronto, chiedono di poter essere coinvolte con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento cruciale per l’avvio dei cantieri e non ripetere gli errori del passato.

Con questo spirito la filiera si propone di fornire massima collaborazione alla riscrittura delle norme, partendo da uno schema normativo ufficiale, completo dei numerosi allegati previsti, al momento ancora mancanti, per arrivare a un testo che possa tener conto del contributo di chi tutti i giorni si confronta in cantiere con le regole. Ciò nell’interesse pubblico a una piena, efficace e veloce realizzazione delle opere.

Se le maggiori organizzazioni datoriali e imprenditoriali chiedono oggi di essere coinvolte, ci si chiede chi siano stati i soggetti coinvolti dal Ministero nella consultazione della scorsa settimana.

Fillea Cgil: ‘chiediamo un tavolo a Palazzo Chigi’

Ma sul processo di riscrittura del Codice si sono espressi anche i sindacati: “il governo vuole mettere le mani su una materia estremamente complessa, la riforma del Codice degli Appalti, senza alcun confronto con gli unici in grado di fornire elementi di conoscenza approfondita, cioè i rappresentanti di lavoratori e delle imprese, con l’inevitabile finale scontato: opere bloccate”.

Lo ha detto lunedì il Segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, commentando un’azione che arriva “dopo il decreto recente su superbonus e crediti fiscali maturati, che di fatto sta bloccando cantieri in tutt’Italia e rischia di far saltare centinaia di aziende e migliaia di posti di lavoro”.

Per Genovesi “il Consiglio di Stato ha prodotto un lavoro di qualità, con alcuni spunti anche innovativi, ma vi sono diversi punti da chiarire meglio ed altri da correggere, non solo in coerenza con i principi della legge delega 78/2022, ma a tutela dei diritti, dei contratti collettivi, della salute e sicurezza dei lavoratori”.

“Lavoratori edili, ma non solo se pensiamo ai tanti lavoratori e lavoratrici impiegati negli appalti di servizi. Si può e si deve fare presto, rispettando tutte le scadenze del PNRR, del Fondo Complementare e delle risorse ordinarie, ma si deve fare anche bene, con trasparenza, legalità e tutelando il buon lavoro lungo tutta la filiera degli appalti e subappalti”.

“Per questo – conclude Genovesi – abbiamo condiviso la posizione di CGIL, CISL e UIL di non partecipare ad una consultazione online a dir poco farsesca organizzata dal Ministro Salvini e chiediamo che venga convocato un tavolo a Palazzo Chigi, per entrare nel merito. In caso contrario come Fillea Cgil chiederemo anche agli amici di FenealUil e Filca Cisl di mobilitarci a tutela dei lavoratori dei nostri settori”.

RPT: equo compenso, revisione parametri, appalto integrato

Ha invece partecipato alla consultazione la Rete Professioni Tecniche con diversi suggerimenti: divieto assoluto di prestazioni gratuite, aggiornamento dei parametri per adeguarsi alla riduzione dei livelli di progettazione e definizione dei casi in cui è consentito l’appalto integrato.

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