Vetro stampato digitalmente, cos’è e quali i benefici se usato in architettura?

Il vetro stampato è una tecnica che offre molteplici opportunità adatte per l’interior design, l’architettura e le applicazioni industriali. La resistenza di questo materiale lo rende perfetto sia per impieghi all’interno che all’esterno e può essere applicato su innumerevoli superfici come porte e finestre, lucernari, schermi solari, tramezzi e balaustre, mobili e vetri interni decorativi.

In inglese, il vetro stampato, è noto con un’espressione che tradotta letteralmente suonerebbe quasi bizzarra: Fritted Glass. Ma in realtà è il nome inglese a scaturire da una traduzione quasi letterale del composto che è alla base del vetro stampato, “la fritta”.

La fritta è il materiale di base di tutti gli smalti ceramici, destinati a rifinire piastrelle monocottura, bicottura o grès. Si tratta di una miscela a matrice vetrosa, che si prepara fondendo i componenti, i quali una volta fatti raffreddare rapidamente, vengono frantumati in granelli di piccole dimensioni.

Nella realizzazione del vetro stampato viene impiegato un particolare inchiostro ceramico proprio a base di fritta. Per farlo ci sono essenzialmente due metodi di stampa: la serigrafia e la stampa digitale.

La serigrafia è una tecnica molto antica e avviene partendo dalla riproduzione fotografica del motivo che si vuole ottenere. Su di essa si crea un telaio, detto serigrafico, che ricalca il disegno da riportare sulla lastra di vetro. La cottura in forno, in genere associata alla tempra (che è quel processo che conferisce al vetro una straordinaria resistenza meccanica, un’eccezionale flessibilità e le caratteristiche di sicurezza che garantiscono, in caso di rottura, la frammentazione in piccolissimi pezzi così da non ferire persone o danneggiare cose) conclude l’operazione, facendo vetrificare lo smalto.

La stampa digitale è un’innovazione della serigrafia. Essa permette di stampare su lastre di vetro, immagini, foto, disegni e scritte ricevute tramite un supporto digitale. Il tutto, senza l’utilizzo dei consueti strumenti di riproduzione e di decorazione come i telai serigrafici o i rulli di stampa.

La particolarità della stampa digitale consiste nell’utilizzo di speciali vernici ceramiche che vetrificano a 700°C (durante il processo di tempra) e che per tale ragione sono inalterabili nel tempo. Grazie a questo procedimento l’immagine resta immutata nel tempo, anche se esposta alle radiazioni dirette dei raggi UV e agli agenti atmosferici e all’usura del tempo.

La stampa digitale sul vetro non altera le caratteristiche tipiche della tempra, in quanto la speciale vernice ceramica, utilizzata nel processo, vetrifica e si comporta come se fosse vetro. Inchiostro e vetro diventano un tutt’uno.

Questa caratteristica ha reso la soluzione del Fritted Glass con stampa digitale una scelta adoperata da molti architetti per le facciate dei loro progetti, sia per realizzare particolari costruttivi come un parapetto o una finestra, sia per coprire l’intera superficie.

Combinando funzionalità ed estetica, il vetro stampato digitalmente permette di creare grafiche suggestive, arricchite con giochi di gradiente dal trasparente al colore pieno, che conferiscono un forte carattere espressivo all’architettura. Come è avvenuto per i case study qui di seguito riportati:

Centro studentesco Ryerson di Toronto progettato dal team di architetti di Zeidler e Snøhetta, un complesso di otto piani, ognuno con una caratteristica diversa, che facilitano l’apprendimento senza rinunciare alla sostenibilità. Infatti grazie alle sue prestazioni energetiche l’edificio può vantare la certificazione LEED Silver.

Fiore all’occhiello del nuovo centro studentesco è la sua facciata esterna sospesa, caratterizzata da 3.000 elementi vetrati isolanti che coprono una superficie di 5.100 mq. Si tratta di un vetro stampato in digitale con l’uso di agglomerati ceramici. Il risultato finale è di grande impatto, da una parte il vetro con la sua leggerezza evoca un senso di contrasto alla “massa” dell’opera, dall’altra parte grazie alla stampa digitale acquisisce proprietà di isolamento termico e di protezione dall’abbagliamento. Funzionando come una copertura nuvolosa, il Fritted Glass modula la qualità della luce per variare da “nuvoloso” a “parzialmente nuvoloso” a “soleggiato”, di conseguenza le condizioni interne sono sempre diversificate e ciò consente agli studenti di vivere un’esperienza diversa ogni volta che visitano l’edificio.

Nel progetto Astrup Fearnley Museum of Modern Art progettato da Renzo Piano Building Workshop, il vetro stampato digitalmente è stato invece utilizzato per la copertura. La struttura appare solida e leggera allo stesso tempo. La copertura filtra la luce per donare agli spazi sottostanti, l’atrio del museo, l’atrio degli uffici e alcuni spazi espositivi, il giusto apporto di illuminazione diurna.

Un altro esempio di progetto che vede la tecnologia impiegata per la copertura è il Jewel Changi Airport progettato da Safdie Architects. In questo caso la copertura è stata sviluppata con l’idea di massimizzare luce e trasparenza, minimizzando al contempo i consumi energetici.

La lista di progetti non si esaurisce di certo qui, ma quelli visti finora fanno ben comprendere il potenziale di questa tecnologia, massima flessibilità e personalizzazione per qualsiasi tipo di design dal più semplice al più elaborato.

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